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di Sergio Di Cori Modigliani

Ieri sera, a Beverly Hills, California, si è svolta la premiazione dei Golden Globe, l’annuale premio cinematografico della Hollywood Foreign Press, l’associazione di tutti i giornalisti stranieri accreditati a Los Angeles. Quache giorno fa, il neo-presidente Donald Trump aveva ricevuto i giornalisti a lui deferenti commentando la manifestazione definita come una specie di raduno di estremisti esaltati incompetenti, dei falliti (loosers è il termine usato, che significa nati perdenti). Nel corso di questa riunione, Donald Trump aveva preso in giro i portatori di handicap mimando un noto giornalista americano disabile, provocando grandi risate tra i suoi ascoltatori. La riunione era stata poi diffusa su tutte le televisioni nazionali.

Ecco, qui di seguito, il discorso integrale di Meryl Streep che ha ricevuto il premio alla carriera.

“Vi amo tutti, ma dovete perdonarmi se ho perso la voce urlando e lamentandomi questa settimana e ho perso la testa un po’ di tempo prima per cui dovrò leggere. Grazie Hollywood Foreign Press, giusto per sottolineare quello che ha già detto Hugh Laurie, voi e tutti noi apparteniamo alla categoria più diffamata in America, i professionisti della spettacolo e dell’informazione. Pensateci: Hollywood, foreigners (stranieri), press (stampa). Chi siamo noi e cos’è Hollywood? Tante persone provenienti da posti diversi. Io sono nata, cresciuta e sono stata educata nella scuola pubblica del New Jersey, Sara Palz è nata in Florida, cresciuta da una madre single a Brooklyn, Sarah Jessica Parker era una di sette/otto figli in Ohio, Amy Adams è nata a Vicenza, Veneto, in Italia e Natalie Portman è nata a Gerusalemme. E la bella Ruth Negga è nata in Etiopia e cresciuta in Irlanda ed è stata chiamata a interpretare una ragazza delle Virginia. Ryan Gosling come tutte le persone più gentili è canadese e Dev Patel è nato in Kenya, cresciuto a Londra e chiamato ad interpretare un ragazzo indiano, Quindi Hollywood è piena di outsider e stranieri, per cui se dovessero cacciarli via non avreste altro da guardare che non sia football o arti marziali. Il lavoro di un attore è entrare nella vita di persone diverse da noi e farvi vivere ciò che provano loro e ci sono state così tante performance quest’anno che hanno fatto proprio questo, ma ce n’è stata una in particolare che mi ha colpito, ma non in senso buono, ma ha raggiunto il suo scopo: far ridere il pubblico. È stato il momento in cui la persona chiamata a sedersi nel posto più rispettato del nostro Paese, la poltrona di Presidente degli Usa, ha fatto l’imitazione di un reporter disabile, una persona che non poteva difendersi. Questo mi ha spezzato il cuore e non riesco a non pensarci perché non era in un film, ma era vita reale e questo istinto a umiliare, a bullizzare, quando viene da qualcuno potente sembra dare il permesso ad altre persone di fare lo stesso. Voglio qui ricordare a tutti che la mancanza di rispetto porta mancanza di rispetto, la violenza genera altra violenza, la falsità e la menzogna producono altre falsità e bugie. Quando i potenti usano la propria posizione per mettere altri a disagio perdiamo tutti. Nessuno escluso. Questo mi porta alla stampa: abbiamo bisogno che la stampa ci sia per ogni oltraggio, per questo i nostri fondatori istituirono la stampa e la sua libertà. Per questo chiedo alla Foreign Press di continuare ad andare avanti perché noi abbiamo bisogno di loro e loro di noi per salvaguardare la verità, l’ultimo dei nostri patrimoni collettivi, abolito il quale non vi sarà più alcuna difesa contro la barbarie”.